Aprire un sito web senza partita iva: si può?2 min. di lettura

Sito web ci vuole partita iva

Mi sono imbattuto più volte in questa domanda: ma, per avere  un sito web, è necessario aprire partita iva?

Oppure: è possibile vendere qualche servizio/prodotto  tramite  un sito internet senza essere titolari di partita iva?

Tenterò di rispondere alle domande e ai quesiti più comuni in questo articolo.
Ovviamente ricordo che non sono né un legale o un commercialista e le normative sono soggette a interpretazione.

Comunque ricordate una cosa “fondamentale”: al fisco  interessa che ogni guadagno derivante dal proprio blog o sito web venga dichiarato e soggetto a tassazione.

Sito web e partita iva: è necessaria?

La premessa che bisogna porsi è la tipologia e le finalità del sito web che si vuole avviare.
Per semplificare possiamo suddividere in tre categorie principali:

Blog personale

Siti vetrina/informativi

E-commerce

Vedremo ora di approfondire, tipologia per tipologia, se  è necessaria la partita iva o meno per questa tipologia di siti web. 

PRESTAZIONE OCCASIONALE

Molte volte leggo affermazioni del tipo "per i guadagni inferiori ai 5.000€/anno basta la prestazione occasionale": FALSO!
Come dice il nome stesso, la prestazione "occasionale" deve nascere dall'occasionalità della situazione e non da una qualsiasi forma "pubblicitaria".
Realizzando o facendo sviluppare un sito web che, per sua natura, è accessibile 24h su 24h e 365 giorni all'anno, i guadagni che ne possono derivare diventano automaticamente "reddito d'impresa" con tutti gli obblighi che ne derivano: P.iva, tasse, INPS, ecc. Potete trovare un interessante approfondimento/spiegazione sulle prestazioni occasionali in questa discussione sul forum Oscon.

Blog personale:

Prendiamo il tipico caso di chi vuole aprire un proprio blog: in linea di massima questo NON comporta automaticamente la necessità di aprire partita iva.

Se sono appassionato, ad esempio, di un hobby e voglio scrivere, creare delle guide online, pubblicare delle fotografie riguardanti l’argomento questo non comporta alcuna necessità di avere una partita iva attiva.

La situazione cambia quando voglio monetizzare attraverso il blog:

  • Scrivo il blog con continuità “editoriale” rischiando di essere visto dal fisco come testata giornalistica (assurdo ma…possibile per lo stato italiano!!!).
  • Utilizzo il blog per presentare dei servizi tipicamente professionali/artigianali/commerciali invitando, ad esempio, all’acquisto.
  • Vado a inserire delle campagne pubblicitarie tipo Google ads e affini.
 
Praticamente ogni volta che avvicinate la parola “guadagno” alla voce “blog”, per lo stato… Dovete aprire p.iva!
  

Sito vetrina/informativo:

I siti “vetrina” nascono, solitamente, con l’intento di presentare “qualcosa”.

Normalmente vengono utilizzati in ambito professionale o aziendale al fine di presentare propri prodotti o servizi.

Viene da se che, una tipologia di questo genere, ha necessità di partiva iva in quanto, il fine ultimo, è quello della ricerca di clienti.

Discorso leggermente diverso per un sito “informativo”: se tale sito offre meramente… Informazioni (scusate il gioco di parole) su un luogo, un materiale, un evento o comunque senza scopo di lucro/guadagno/ricerca clienti la p.iva non è necessaria.

E-commerce:

La situazione è “semplice”: in caso di e-commerce è totalmente, indiscutibilmente e assolutamente necessario avere p.iva oltre a iscrizione alla camera di commercio e all’INPS come “commerciante” (con i relativi fissi annuali anche  in caso di mancati guadagni…). 

In questo articolo di Max Valle (un validissimo consulente aziendale) troverete una dettagliata panoramica di cosa prevede la normativa italiana per aprire un e-commerce. 

Il caso "artisti" e la cessione diritti d'autore:

Merita attenzione un caso “particolare”: la cessione dei diritti d’autore.
Situazione disciplinata dagli articoli 2575-2583 del codice civile e dalla legge speciale n. 633/194: grazie a questa norma le cessioni del diritto d’autore non viene considerata una “prestazione di servizi”.

Viene da se che, un’ artista, può avere un proprio sito web per presentare le sue “opere” per poi cederne i diritti.

Ricapitolando:

Devo avere partita iva se:

Non è obbligatoria partita iva se:

ATTENZIONE AI SOCIAL NETWORK!

Le raccomandazioni fin qui esposte facendo riferimento a un proprio sito web restano valide anche per pagine Facebook, profili sui vari social, ecc.
Se vado ad aprire un qualsiasi "spazio web" sfruttandolo per la ricerca attiva di clienti e per offrire prodotti e/o servizi si "ricade" comunque nell'obbligo di partita iva.

Ovviamente la materia è  piuttosto complessa e inviterei coloro che hanno dubbi a rivolgersi a un commercialista che conosca la materia.

Prendete questo articolo come “spunto” e diffidate da coloro che sostengono di poter fare qualsiasi cosa online “perché basta non superare  i 5.000€”.

 

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Gianluca Molina

Webmaster specializzato in WordPress, ideatore e fondatore del sito WebePc. Mi occupo di WordPress, SEO e consulenza collaborando con molti siti web del settore e numerosi gruppi su Facebook. Hai bisogno di aiuto? contattami

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